Digressione

61.

Se c’è un qualcosa che riesce ad infastidirmi, è quello di esser preso ed additato come superficiale.
E quando succede che sono io stesso a sentirmi tale, a riconoscerlo, a comprenderlo… scatta in me qualcosa: un senso di rivalsa.

Sono stato a pranzo dai nonni di C. ieri, perché ormai sono un po’ come di famiglia, dai.
E mentre si parlava di politica, dell’attuale classe dirigente, del ’68, di economia e di crisi, il nonno lancia la sua pietra in acqua, non sapendo, forse, di aver scatenato in me un’onda contro il porto.

“Perché voi state sempre là al computer e magari lo sapete anche usare, ma non sapete neppure come funziona la ruota”

È vero. Tutto, ormai, ristagna in superficie, pochi scendono in profondità.
Ed io mi sento, ancora, terribilmente superficiale.

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46 pensieri su “61.

  1. Ti capisco, ma conta che è così… cioè le generazioni precedenti ci vedono sempre diversi da loro.

    Sai che mi è stato detto di recente?
    – voglio vedere voi quando cominciate a “menare mazzate” (riferimento alla situazione attuale, no lavoro, noi calpestati e sfruttati ecc)
    ho risposto:
    – fin quando possiamo comprare l’Iphone5 non succederà quello che pensi.

    Sono stato preso per superficiale, in realtà la mia risposta era una sorta di autocritica ironica alla situazione generale XD

    Moz-

  2. purtroppo credo che sarà sempre così. magari noi diremo ai nostri nipoti le stesse cose che ci dicono oggi i nostri nonni. Loro che hanno vissuto le vere rivoluzioni (tecnologiche, ideologiche etc) ci vedranno sempre come coloro che aspettano la manna dal cielo per reagire e ottenere le cose. Per fortuna, noi, in cuor nostro, sappiamo benissimo che non sempre è così anche se come dice MikkiMoz, finchè riusciremo ad avere l’iphone5 non ce ne fregherà di “menare mazzate” ed esplodere come quel getto d’acqua.

    • G. ha detto:

      Riconosco, forse, che abbiamo avuto una vita più facile. La generazione del nonno in questione è quella che si è fatta la guerra ed il dopo-guerra, d’altronde…

  3. Rib ha detto:

    Sì vabbè, il signore in questione invece a 22 anni….! Mica come noi. Lui le ruote le ha costruite. Dai G. Perdonami ma la superficialità non mi sembra la tua, o la nostra, ma di generazioni che “ad una certa” siccome hanno più esperienza della vita e forse una sana autostima, tendono a generalizzare e a sottovalutare i ragazzi di oggi. Anche io penso che le sedicenni che vedo ora non erano di certo come me all’epoca, ma sinceramente il dono di vederci all’indietro nel tempo non ce l’avremo mai e forse è per questo che parliamo.
    I discorsi della serie “stavamo meglio quando stavamo peggo” xD ma fatti na risata per ste cose.
    :D
    Adoro i miei modi da scaricatrice di porto, ma tu lo sai che voleva essere un commento privo di antipatia :)

    • G. ha detto:

      E. ma tu sei antipatica, e pure tanto…altro che modi da scaricatrice di porto.

      Ora, però, tengo a dirti una cosa. E la scrivo a te perché mi va di dirla proprio a te.
      Io lo so di non essere superficiale, e so che “si stava meglio quando si stava peggio” o che “non ci sono più le mezze stagioni” è un modus pensandi (o cogitandi, vedi un po’ tu) che si fa spazio con l’età.
      Ma questo era un post, semplicemente, per condividere una frase che mi ha fatto riflettere. E non importa tanto chi l’ha detta…poteva essere anche l’ultimo degli scemi o dei mantenuti.
      Perché se so di non essere superficiale, so anche di non esserlo quanto vorrei, e so di non riuscire a calare il mio secchio ad una certa profondità del pozzo.
      Ed è vero che spesso e volentieri non vado al cuore delle cose, limitandomi a rimanere a galla, riempiendomi poi, magari, la bocca anche di tanti bei concetti e tanti bei pensieri, che non sono altro che un masticare ciò che studio o che leggo, senza comprenderli sul serio, senza rifletterci a dovere.

      E poi… io non scrivo perché voglio esser rassicurato o sono in cerca di comprensione o complimenti…me ne sono accorto anche dal post 60. Quel post non voleva essere un appello di solidarietà, non stavo gridando “oh me sventurato, preso in giro ed offeso per lo stupido ed orrido colore dei miei capelli” (rimane il fatto che mi ha fatto piacere quel che hai scritto, eh; anche se poi non mi hai dato un bacetto, ma vabbè posso soprassedere per questa volta) ma era un: io nel mio piccolo ho subito discriminazione ed offese per la mia diversità, sento vicina la tragedia di altri. Parliamone un attimo, parliamo della diversità di un nero schiavo e non di un ebreo; proprio nel giorno dello Shoah, uno dei tanti giorni adibiti all’ipocrisia.
      Ho cercato di fare qualcosa di diverso, di ricordare qualcosa di diverso; perché si tende a ricordare solo quello, scordando che prima e dopo è successo e succede ancora troppo. Io, a modo mio, volevo che qualcuno pensasse ai neri oppressi dalla schiavitù, e non al mio piccolo dramma personale. Se ne ho parlato, e ti confido che per me è stato davvero, davvero e davvero difficile ed imbarazzante dire che ho i capelli rossi, è perché volevo che l’argomento potesse essere più sentito ed accettato.
      Ed invece, uffa, ho ricevuto solo commenti di rammarico, e nessuno se l’è filato quel povero di Peter, lui e le sue cicatrici.

      E se stai pensando che io sia palloso, e mi prenda troppo sul serio, pensante, petulante, noioso, polemico e chissà cos’altro…bingo. Perché è tutto vero, sono questo. Questo e tanto altro. Quindi, ti prego, abbi pazienza per questo commento.
      E se te lo dico è perché voglio che tu lo sappia. Tu, e le altre persone per cui scrivo. Perché io non scrivo per me stesso, ma per alcuni di voi. Voi che mi piacete da morire in questo strambo mondo virtuale.

      • Rib ha detto:

        Avevo scritto una risposta lunghissima, poi mi sono resa conto che era inopportuna al messaggio che volevi dare anche agli altri tuoi lettori e per lunghezza al contesto, per cui spero di non averti nuovamente infastidito mandandoti la risposta tramite email.
        Un caro saluto

  4. Io sarò proprio così tra molti anni, uno che si lamenta delle nuove generazioni, sarò pesante e antipatico, già lo so…
    Perché in effetti già lo sono… ma anche perché so di non essere superficiale.
    Sai, ho letto il tuo lungo commento e mi riconosco in molto di quello che dici. In un certo senso ti capisco, e capisco perché hai iniziato il tuo post in quel modo.
    Per me chiunque scriva, che scriva bene o male, non può essere superficiale.

    P.S.: ma tu non puoi cambiarmi nick così all’improvviso!

    • G. ha detto:

      Orsocchio hai tipo fatto una pseudo citazione alla Austen… Spero sia solo un caso!
      Sarò pesante anche io. Lo sono già, anche troppo. Ma io a vivere e far finta di nulla proprio non ci riesco.

      Ps. L’ho fatto di proposito! Mi son detto: vediamo se quel chiacchierone di Orso riesce a trovarmi con le sue doti da scout!

      Mi ha fatto piacere il tuo passaggio (:

  5. solounoscoglio ha detto:

    i giovini di oggi vogliono tutto e subito!

    e fate bene cazzo, prima che vi portano via pure quel pò che è rimasto!!!

  6. Sai cosa penso? Che hai avuto un po’ di coda di paglia. Il nonnino, qui, avrà anche fatto di tutta l’erba un fascio ma mica ha additato te, mio caro G. Resto dell’idea che, andando avanti, le cose peggiorino e lo vedo ogni giorno quando scendo in campo; l’ho visto nella differenza di valori tra me e il mio fratello minore…lo vedo ovunque e con questo non sto dicendo che io sia migliore di te…semplicemente siamo figli (e non puoi negarlo) di realtà in continua evoluzione. Ciò non toglie che una persona della mia generazione possa non essere ok così come una della tua esserlo decisamente…in fondo…in fondo…ognuno conosce la propria ruota.
    Lascia perdere il nonnino, fa parte del gioco sentirsi dire dalle persone più anziane, e spesso dai propri genitori, che noi non sappiamo realmente cosa sia la vita, come se solo loro ne fossero capaci.

    • G. ha detto:

      Ma no, lo so.
      Alt. Lo so che il nonno non parlava a me direttamente. Ma la sua critica alle nuove generazioni mi ha fatto riflettere, perché io, molto spesso, mi fermo in superficie senza scendere un po’ di più. E questa cosa la so, la so perfettamente. Ecco perché mi ha colpito quella frase. Che per me rimane di una lungimiranza pazzesca.
      Io non me la sono presa quando l’ha detto, anzi, gli ho dato ragione. Io non so come funziona la ruota. Che, ovviamente, è una metafora.

      (:

    • G. ha detto:

      La ruota è ciò che sta in profondità. Il computer ciò che sta in superficie.
      Non conosco come funziona la ruota di molte cose, e nemmeno me lo sono mai chiesto. È quello che mi critico.

  7. Ok, avevo attribuito un’interpretazione differente al concetto di ruota. Sarà che per me è scontato andare oltre ma non è che mi ci metto a pensare…la vita mi ha abituata a farlo e non saprei essere me in altro modo.
    Io devo sempre capire.
    Il computer per me è importante, non lo nego, è come il cellulare…senza non potrei ma poi c’è comunque tutto il resto.

    • G. ha detto:

      Credo di non esser riuscito a spiegare il perché quella frase mi ha colpito, e quale valore le ho attribuito.
      Si vede un po’ dai commenti che mi avete lasciato

  8. Come ti capisco.
    Pensare di essere una pietra colorata in mezzo ai cocci, e poi capire che no, di politica non ne sai poi così tanto, che non sei aggiornato su cosa sta realmente accadendo oltre le mura del proprio Paese, che quella terza lingua la conosci meno bene di quanto pensavi, che certi esercizi di Fisica che fa gente meno dotata di te tu nemmeno sai da quale lato leggerli. Mi capita più spesso di quanto vorrei (anche solo ammettere).
    Ma in fondo la consapevolezza è già un enorme passo a dimostrazione che possiamo sempre evolverci, no?

      • Forse non è tanto questione di cambiare ma di evolversi, migliorarsi, procedere nel cammino, insomma: una salita, un percorso, non per forza un cambiamento.
        Ma hai colto il segno: la chiave è la forza di volontà. E noi, a che punto siamo?

      • I passi avanti li ho fatti, tanti in poco tempo.
        Ma continuo ad essere un bel po’ codarda. Continuo a bloccarmi, ogni tanto, e a non combattere abbastanza. Diciamo che non mi sono sforzata più di tanto, e i passi che ho fatto li trovo importanti perchè so da quale fondo mi son rialzata; ma è un po’ come dire che è facile che una persona sovrappeso dimagrisca in fretta, mentre una normopeso ci metterebbe fatica e tempo maggiori.
        Io sono diventata adesso normopeso (normovolontà?), devo cominciare a sudare. E ancora non l’ho fatto.

        E tu, perchè resti lì?

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