85.

Camminiamo l’uno affianco all’altro, io e Céline, in questo lungo viaggio al termine della notte. E mentre, ingenuo, cerco di stare al passo che non è il mio ascolto vomitare il suo odio per l’ingiusto schifo della vita.
Ricordare che c’è chi lo accosta a quel coglione di Bukowski ogni tanto fa male, e mi rattrista; come se fosse amico mio.
E poi penso vorrei fermarmi, interrompere questo viaggio, arrivare mai al termine…
…e se, solo per questa volta, la notte durasse per sempre? Ed il mattino non arrivasse? Il mattino con l’oro in bocca e, forse, non solo; quella puttana. Ma come posso dirlo al mio viaggiatore? Lui che alla fine c’è arrivato e ha visto tutto e si è fatto carico sulle sue spalle anche del mio dolore.
Chiudo gli occhi e la notte s’addormenta meco; domani è ancora un altro giorno.

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