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62.

Perché non bisogna mai smettere di crederci.

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67 pensieri su “62.

    • G. ha detto:

      Me lo son visto altre 3, 4 volte di fila.
      Che bello.
      Io per questo cose torno davvero un bambino e mi commuovo.
      Mi sembra tutto più bello di quel che non è, a volte.

  1. Rib ha detto:

    NO. VABBÈ.
    Non ho parole. Questo è plagio! Anche se dalla tua hai che l’hai postato il 31 ma non è giusto! Io ti defollow! XD

  2. Non mi ero accorta che avessi pubblicato il corto. Io l’ho visto ieri pomeriggio in un momento molto, molto particolare. Avevo appena finito di vedere “Il favoloso mondo di Amelie” e mi sentivo di una bontà estrema che per me equivale a dire che il mondo gira nel senso giusto e gli uccellini cinguettano a più non posso dall’albero che sta accanto al mio balcone. Bello il corto e, ora che l’ho visto sulla tua bacheca, non so perchè, penso che il protagonista abbia qualcosa di te.
    Intanto ti lascio un link…se ti interessa…
    http://www.video.mediaset.it/video/iene/puntata/369978/golia-una-casa-per-jorge-ragazzo-autistico.html

    Buon weekend!!!

      • G. ha detto:

        No, niente seghe. Mi dispiacerebbe solo se tu lo pensassi realmente.
        Per il resto continuo a scrivertelo quando mi pare e piace.
        Era solo per mettere i puntini sulle i.
        Oggi sei antipatica, quindi profonda empatia verso i tuoi studenti. Tanta.

      • Lo pensi anche tu? Già mia madre al tel prima me l’ha detto. Uff, il weekend a volte mi causa scompensi umorali, lo ammetto. Un attimo sono felice e l’attimo dopo arpia tremenda.
        Posso dire una cosa senza che tu te la possa prendere? Sei un po’ permaloso…a me piace scherzare…non l’avevi ancora capito? Mi rendo conto che scrivere, senza il feedback vis à vis comporta rischi tali da poter compromettere la comunicazione ma ti prego…non fraintendermi, non lo pensavo seriamente :)

      • G. ha detto:

        Non sono permaloso credimi, e vis à vis potresti capirlo da sola.
        Io non mi offendo (che è il carattere proprio del permaloso) nè me la prendo. Solo può capitare che qualcosa mi lasci interdetto…come in questo caso.
        E se ho reagito in un modo che a te possa esser parso permaloso…è perché quello che mi hai detto prima (ipocrita e ripetitivo) mi è già stato detto da altri blogger. Solo per questo.
        Per il resto, si sei proprio antipatica!

      • G. ha detto:

        Ecchennesò…se fossi stata la prima persona a dirmelo magari l’avrei preso per una battuta…ma in questo caso…
        Oltretutto scherzando e ridendo si dicono le peggio verità :P

      • Allora leggi il seguente comunicato:
        “La sottoscritta, nonchiedoxnonsapere, DICHIARA di aver sostenuto che il qui presente G. è una persona ipocrita e ripetitiva solo per scherzo. PROMETTE, solennemente, che da questo momento in poi dirà solo la verità, nient’altro che la verità.”

      • G. ha detto:

        Si ci stavo pensando anche io.
        Ed è bellissimo quando risponde al papà che gli chiede cosa vorrebbero dire i bambini autistici che non riescono a parlare.

      • Ovviamente lui, pur essendo autistico, resta comunque più fortunato del povero Jorge che, non solo credo sia affetto da un grado ben più serio di autismo ma poi vive in un contesto che di certo non lo aiuta a contenerne le conseguenze. Wow stamattina sembro quasi seria a tratti.

      • G. ha detto:

        Ma è anche suo padre una persona eccezionale.
        Questo, forse, passa in secondo piano seguendo le vicende dei due ragazzi autistici.
        Se ci pensi…

      • Il padre è stupendo. Purtroppo, per il lavoro che faccio, vedo che molti genitori non riescono a convivere con problemi di questo tipo…resta in auge una vecchia mentalità fatta di vergogna e di bisogno di nascondere al mondo i propri mostri.

      • G. ha detto:

        Deve essere tremendamente difficile accettare un qualcosa del genere.
        Però…l’amore che vedo alcune volte negli occhi dei genitori con ragazzi autistici raramente lo percepisco altrove…

      • Sai, penso una cosa…loro sono in grado di vedere oltre…e poi stabiliscono legami affettivi fortissimi. Ricordo la prima volta che ho avuto un contatto fisico con uno di loro…non puoi sottrarti, pur volendo.

      • G. ha detto:

        Lo so, ti capisco.
        Diversi anni fa me ne andai per due mesi in America Latina per fare volontariato. Prima di farmi 3 settimane sperduto tra le montagne peruviane, stetti diverso tempo ad aiutare in una scuola di bambini autistici.
        Qualcosa di meraviglioso. Ho ancora il quaderno in cui ognuno di loro mi ha lasciato un disegno.
        C’erano poi due bambine bellissime nel loro essere speciali a cui mi ero legato in modo enorme.
        Magari un giorno ne parlerò…

      • G. ha detto:

        Sono partito nel 2007, assieme ad altri ragazzi della mia età, all’incirca.
        La destinazione era principalmente il Perù, e il viaggio era diviso in 3 parti: aiuto in una scuola dei bambini autistici e/o con problemi di distrofia muscolare; aiuto in piccoli centri nelle favelas per recuperare i piccoli bambini vittime di strupri da parte dei genitori o patrigli, ed infine aiuto ad una piccola popolazione sperduta tra le montagne…
        Visto l’argomento di cui si parlava, direi che ti racconterò qualcosa al riguardo della scuola “Alegria en el Senor”.
        Fui assegnato alla classe 1B, quindi immaginati bambini di circa 6-7 anni. Erano in 8: Luis Alberto, Celine, Lucero, Christian, Dennis, Renato, Andrea e Alisson. Ognuno aveva un suo problema…c’era chi era affetto da gravi forme di distrofia, chi era impossibilitato a comunicare e chi invece, più in generale, era affetto da autismo. Non avevo uno scopo in particolare, dovevo semplicemente…stare con loro.
        Il fatto è che, stare con loro, mi capirai, significa tutto. E allora, sai, mi viene in mente come passavo la mattina ad aiutarli ad imparare l’alfabeto, a scrivere le lettere, a colorare e disegnare. E c’era chi, bene o male, ci riusciva da solo, e chi invece aveva bisogno che prendessi loro la mano e seguissi i loro movimenti accennati. Inutile dirti come, il più delle volte, erano solo scarabocchi. La parte più difficile era senza dubbio il pranzo. Imboccavo Luis Alberto….ci provavo, ecco. Perché non stava fermo, non masticava, non inghiottiva…sputava via tutto. Ed io là, tornando un po’ bambino, gli insegnavo come quello non fosse un cucchiaio, ma un aereoplano, una macchina, un uccellino. Ed ogni tanto ci riuscivo a farlo mangiare, ogni tanto. E lui sorrideva e s’agitava con la testa tutto contento. Forse la gente si stufava presto, e neppure ci provava più di tanto a farlo mangiare.
        Il pomeriggio aiutavo il fisioterapista in palestra nella riabilitazione dei bambini con distrofia…e cazzo quanto mi divertivo! Perché là era tutto un gioco, uno stare assieme sorridendo.

        Ti ho accennato prima a due bambine…Celine e Lucero. Credimi: erano bellissime. Celine con gli occhioni azzurri, mentre Lucero con quelli verdi. E con loro avevo stretto un bellissimo rapporto, perché erano d’altronde anche quelle più autosufficienti e più capaci quindi di comprendere in modo cosciente la mia presenza. E ci passavo tanto tempo, perché davvero non volevano staccarsi da me. Mi stavano sempre appiccicate, e quando passavo più tempo con altri bambini, facevano di tutto per attirare la mia attenzione…come Lucero che una mattina fece finta di non saper tenere in mano una penna, perché voleva a tutti i costi che le abbracciassi la mano con la mia, come mi vedeva fare con altri.
        E poi Celine che voleva che solo io spingessi la sua carrozzina, e se era qualcun altro si metteva a piangere e non voleva muoversi.
        Dialogare con loro era impossibile, perché non erano capaci di farsi comprendere…o forse, come piace pensare a me, non ero io capace di capirle.
        Quando ho dovuto salutare tutti…è stato un po’ straziante. Perchè mi ero affezionato a tutti…ma soprattutto a loro due. E piangevano, piangevano, perché non volevano che non tornassi più… Prima di andarmene le due bimbe mi chiesero (a modo loro) se potessi regalare loro i braccialetti di plastica che portavo al polso…ogni volta che mi capita sott’occhio il quaderno che mi hanno lasciato, mi domando se, chissà….chissà se ce l’hanno ancora quei braccialetti, e si ricordano di me come io mi ricordo di loro.

      • G. ha detto:

        Questo è il disegno che mi ha regalato Celine.
        Guarda come si è fatta più grande di me (senza sapere che già lo era!), e senza carrozzella…con la casa ed il fiore….E poi…la luna ed il sole assieme…che mi piace pensare volesse dirmi che le sarebbe piaciuto stare assieme da mane a sera (:

      • Celine è riuscita a coglierti nella tua parte più tenera che è senza dubbio rappresentata da quel bambino (più bambino di lei) che la osserva da lontano. Ho letto quello che mi hai scritto e sorridevo come una cretina, con quell’espressione da ebete che mi si dipinge sul volto quando mi sparano al cuore…grazie per aver condiviso con me quest’esperienza. Sarà stato duro stare con loro, duro a volte non sapere come migliorare la loro vita ma il tutto sarà stato senza alcun dubbio compensato anche da uno solo dei loro sorrisi…e le lacrime…le lacrime…per loro che spesso non parlano…le lacrime parlano più di qualunque parola. Ora ammetti che alla fine un po’ oltre vai anche te?

      • G. ha detto:

        So di saper andare oltre, ma so anche di non farlo abbastanza. Questo è quello che volevo condividere nell’altro post…

        E poi grazie a te per avermi fatto ricordare queste cose!

  3. Ehm…scusate se interrompo.
    Passo solo per dire che e` bello, molto.
    E mi piace un sacco anche quello che c’e’ scritto in alto a sx al quarto posto
    Scake

    • G. ha detto:

      Non interrompi nulla, ed ogni volta che spunti son contento.

      E son contento che ti piaccia quel che c’è scritto in alto a sx al quarto posto, perché è una delle dimostrazioni di come un libro può cambiare il modo di pensare e vedere le cose di una persona.

  4. Bellissimo. Non lo conoscevo.
    Appena sentita la sigla mio figlio 11 anni, che guardava la tele mi ha detto…..
    paperman!!!!!
    Ed io che pensavo di aver trovato qualcosa di nuovo……..
    Loro hanno già tutto dentro. In Italia come in Perù.

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