87. Così t’impari a leggere

Ho smesso di comprare libri quando raggiunta la soglia di oltre 50 letti all’anno mi son reso conto che molto spesso la spesa non valeva la lettura. Poiché, in media, su 50 titoli ne salvo a malapena 10 ho realizzato che spendere 10-15 euro per un libro che (per l’80% delle probabilità) non mi piacerà è una vera puttanata. Il passo successivo è stato l’acquisto – circa due anni fa- di un Kindle: un lettore di ebook; il piacere della novità è durato fin quando non mi sono accorto che i prezzi della stragrande maggioranza dei titoli in catalogo erano solamente ad uno-due euro in meno del corrispettivo cartaceo. La coerente evoluzione è stata, quindi, il tesseramento gratuito alla Biblioteca comunale.
Ciò che ho sempre amato della libreria è il poter scegliere un libro da una vasta scelta e comprarlo; ma la biblioteca offre la possibilità di superare il limite imposto dal commercio: ogni libro che vedo posso prenderlo e leggerlo. E questo, scusatemi, non è una cazzata: perché in una realtà sociale dove la possibilità di comprare un libro sta divenendo sempre più un lusso che non un diritto alla cultura (come realizzazione professionale e personale), la concessione gratuita da parte di un ente pubblico permette di mantenere una certa uguaglianza nelle possibilità di un lettore.
Sebbene pensassi di aver raggiunto il massimo della libertà non ho faticato, dopo l’iniziale felicità, a scorgere il limite del mio orizzonte: anche questa volta le mie scelte erano dipendenti dal trovare quel determinato libro nella mia biblioteca. Casualmente poi, quando ormai biecamente ero tornato ad attingere dalla libreria domestica, scopro l’esistenza in biblioteca di un tesseramento che permette per 5 euro annui (oltre ai vari sconti e riduzioni per cinema/musei/teatri) di poter richiedere libri presenti nelle altre biblioteche comunali o convenzionate dal Comune. Ho cominciato, quindi, ad usufruire del PIM (Prestito Interbibliotecario Metropolitano) fin quando il 15 Dicembre non ho fatalmente fatto richiesta de “Ma gli androidi sognano pecore elettriche?“; passata una settimana e non avendo ricevuto alcuna notizia né alcun tipo di cambio status nel mio profilo personale di BiblioTu (e poiché ardentemente desideroso di leggerlo), l’ho preso in digitale e letto il 24 Dicembre. Aspettando anche l’arrivo di un ulteriore libro, la mattina del 30 apro il profilo personale e noto il cambiamento di status de “Ma gli androidi sognano pecore elettriche?” da ‘libro spedito alla biblioteca richiedente’ a ‘libro arrivato alla biblioteca richiedente’. Non avendo più fretta ma soprattutto più necessità di lettura, ho rimandato il salto in biblioteca alla scadenza di altri libri in mio possesso. Il 3 Gennaio, però, scrupolosamente riapro il profilo e mi accorgo che lo status del famigerato libro è modificato in ‘libro consegnato’: ovvero lo status collimante con il ritiro d’un libro e la lettura della mia tessera con la pistola. Chiamo immediatamente la biblioteca per esporre l’anomalia e strapazzato da una linea all’altra mi viene risposto che sarei stato ri-contattato in giornata per essere aggiornato su gli sviluppi. Alle 3 del pomeriggio ricevo la chiamata in cui mi viene reso noto che suddetto libro non è presente in biblioteca e che per forza di cose debbo averlo io.

-Ma è sicuro che Lei il 30 Dicembre non è venuto a prenderlo?
-Guardi ne sono certo.
-Ma forse non se lo ricorda…
-Guardi, non ho ancora di questi problemi.
-Magari ha mandato qualcuno a prenderlo…
-Temo proprio di no.
-Senta: diamoci un paio di giorni per vedere cosa succede; magari ce l’ha ancora l’altra biblioteca e c’è stato un error….
-Scusi ma… Mi sta dicendo che ancora non l’avete chiamata?!

Assolutamente infastidito non per l’eventualità di dover ripagare 10 euro a causa dell’incompetenza o d’un furto altrui, bensì per la consapevolezza che in caso di smarrimento del libro non avrei più potuto usufruire della biblioteca (giacché non mi sarei più fidato di prendere libri che possono magicamente sparire e che devo non-molto-magicamente ripagare), passo la giornata studiando un piano d’attacco: ché si sa che è sempre la miglior difesa. D’altronde è nel mio carattere fasciarmi la testa prima d’averla rotta. E mentre mi scervello per nun caccià li fori manco ‘n euro, il giorno seguente vengo chiamato dalla bibliotecaria la quale mi notifica il ritrovamento del libro dato erroneamente ad un altro utente.
Tralasciando la questione sulla lettura, sulle librerie, sul costo dei libri, su un diritto che diventa sempre più un lusso, sulle biblioteche e sulla inefficienza di un servizio pubblico… Ciò che mi è rimasto da questa noiosa vicenda è la illuminante e saggia frase che mio fratello mi ha rivolto agli albori della vicenda:

<<Così t’impari a leggere>>

Annunci

53 pensieri su “87. Così t’impari a leggere

  1. Rib ha detto:

    Tuo fratello rimarrà per sempre il mio più grande sogno erotico <3
    Ma aggiungerei: così ti impari a non studiare per gli esami! Oggi è 5 e vai ancora in giro a leggere libri che non sono utili ai fini della tua/mia laurea!
    Quando riprendiamo a studiare?
    :)

  2. Tuo fratello idolo delle folle. Comunque sono rimasta piazzata nel leggere dei 5 euro per usufruire del PIM. Non è per i 5 euro ma da me è sempre stato gratuito e senza non ne vivrei quindi per me, ormai, è una cosa naturale usufruirne e che mi vien di diritto. Ciò che mi scoccia del tuo racconto e dell’intera faccenda è che ancora una volta un ente culturale combina pasticci a discapito dell’ignaro cittadino che, ovviamente, decide di conseguenza di non usufruirne più. Un ente come la biblioteca che se utilizzato a dovere porterebbe portare tra la gente tanta aria fresca e tanto bene. Un lavoro che mi piacerebbe tantissimo fare ma che grazie alle magagne dei lavori pubblici continuo solo a sognare. E intanto vedo queste cose e mi arrabbio, mannaggia. (Scusa il papiro ma il tema biblioteca mi tocca molto @@ )

    • Non vorrei esser troppo ottimista, ma penso che i 5 euro per poter usufruire del PIM dipenda dal fatto che il passaggio di libri tra le 36 biblioteche romane venga effettuato mediante spedizione con posta prioritaria. È comunque un costo elevato se pensi a tutti gli utenti di una biblioteca! In questo modo, invece, probabilmente qualcosa riescono a rientrare.

      Per il resto sono assolutamente d’accordo, e la mala funzione di molti enti pubblici vanno a discapito non solo della credibilità del servizio pubblico ma anche e soprattutto del benessere del cittadino.
      Ma che volemo fa? Stamo in Italia.

      • Nono ma guarda, ne pagherei anche 10 all’anno se fosse necessario. Mi stupiva perché non immaginavo che in province diverse funzionasse in modo diverso! Proprio non me l’aspettavo!

        Comunque sì, è sempre la stessa storia: l’Italietta.

  3. Sono libro-dipendente, sopratutto quelli della biblioteca comunale perchè non ho più posto per metterli (a meno che non li desideri ardentemente e allora il posticino esce); mio marito si è un pò stancato di trovarne anche nel posto dei piatti della domenica, dei bicchieri, delle coppette…ma ci stanno di un bene!

  4. Un’avventura, praticamente.
    È vero, i libri costano un sacco oggi, ma speriamo che con la detrazione del 19% si riesca a risparmiare qualcosa. Bisogna vedere bene come funziona, però. Se vuoi guadagnare qualcosa dai libri che non ti sono piaciuti (e ti capisco, io sperimento tanto, col rischio di buttare soldi in cose che non mi piacciono) perchè non provi a rivenderli? O a qualcuno che vende usato, oppure su qualche sito online. O magari da FB trovi qualche gruppo della tua città in cui si scambiano/vendono/comprano libri usati. Prova ;)
    Le biblioteche non fanno per me, invece. Mi mette ansia la scadenza della restituzione, e poi voglio sapere che il libro che ho in mano è mio, di nessun altro.

    • Capisco il lato possessivo… Anche io prima non riuscivo neppure a concepire l’idea di prendere un libro che fosse stato in mano altrui. Poi per forza di cose ho dovuto fare meno il difficile (prendi ad esempio i 77 libri letti quest’anno: facciamo una media molto arrotondata per difetto di 10 euro a libro; 770 euro all’anno non sono una piccola cifra per uno studente; contando, poi, che me ne sono veramente piaciuti una quindicina… Buttare gli altri 600 euro non sono, ahimè, una cosa che posso permettermi; vero anche che pur potendomelo permettere non spenderei ugualmente così tanti soldi per brutte letture) ed eccomi tesserato in biblioteca!

      Per quanto riguarda, invece, la questione della vendita di libri… Sono troppo pigro! Quest’autunno ho eliminato da casa circa 400 libri che ho diviso tra biblioteche ed una associazione no profit per il recupero di bambini figli di prostitute o incarcerati. L’idea di venderli m’era venuto, ma avevo anche una estrema necessità di liberare casa per via di lavori!

  5. La biblioteca è un gran bel posto peccato che se abiti in un paesino diventa difficile trovare libri interessanti ( questo è il mio caso).da piccola mio padre mi ha portato a visitare la biblioteca del monastero di melk in Austria( dove è stato girato il nome della
    rosa) e mi ricordo che ne sono rimasta talmente affascinata che gli ho chiesto se potevo rimanere a vivere lì dentro!:)

    Tuo fratello è un genio! Ahahahah

  6. Se abitassimo vicino….mio padre fa l’antiquario e capita molto spesso di vuotare le librerie di privati, oltre che i mobili. Ho montagne di libri usati e non riesco mai a venderli tutti. Io ne prendo sempre parecchi scovando molto spesso titoli sconosciuti ma bei libri..e se non mi piacciono, abbandonarli è più semplice ( nel mio caso mio papà mica me li fa pagare….;) )
    Mito tuo fratello :)

  7. Sono tornato!
    (poi racconterò della lunga assenza… forse)
    Negli ultimi mesi anche io ho rivalutato le biblioteca come fonte economica e fornita di letture.
    Ero arrivato anche io all’esasperazione da sperpero per leggere pattume.
    Poi ho riguardato bene gli scaffali e ho capito che avevo sufficienti arretrati tra cartacei e digitali per coprire le letture dei prossimi 30 anni, forse più… certo non resisto a qualche buona occasione dal Libraccio (si intende di libri altrimenti introvabili o con un valore collezionistico di qualche tipo), ma generalmente parlando i miei acquisti librari sono colati a picco!

  8. Non dovevo leggere questo post, proprio adesso che sono in astinenza da mesi di libri per dare precedenza agli esami… una parte di me sta morendo, mannaggia! Ma come diavolo fai ad avere così tanto tempo per divorarli tutti?

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...