68.

Se mio padre è riuscito a farmi entrare in testa qualche valore, senza dubbio uno è l’onesta. E i suoi esempi di vita hanno così scavato nella mia persona, che amo definirmi un onesto patologico. Devo esserlo per forza. Non ci sono sconti, né mezzi termini. Vivo l’etico-moralmente giusto, lo seguo, mi impegno. Niente scorciatoie; se il percorso è ripido e tortuoso, anzi, mi diverto anche a percorrerlo. D’altronde una delle poche cose che ricordo della Fisica studiata al liceo è che non importa né il punto di inizio, né quello di fine: importa solo il percorso.
Di esempi nei potrei riportare tanti, ma c’è una cosa di cui piace vantarmi: non ho mai copiato ad un compito o ad un esame. E non dico mai per dire quasi-mai. Mai sta proprio per mai. Questo, per me, è davvero un vanto; qualcosa di cui vado fiero. Mio nonno ripeteva sempre: non importa che ti promuova la scuola, se poi ti boccia la vita. E a me piace questa frase, piace molto.

Voglio raccontarvi del mio professore di Storia dell’Arte al Liceo. Ora, però, è bene precisare che tipo di persona fosse. Se mi concedete il lusso di farla breve: un grandissimo figlio di puttana. Uno stronzo alla N potenza, viscido, subdolo, opportunista, meschino, ignorante. Il suo aspetto esteriore rispecchia, forse, ciò che porta dentro: assomiglia a Jabba. Sapete chi è Jabba, no?
Jabba con il riporto, ecco. A voler essere… onesti.
Non parlerò del suo provarci con le studentesse, delle sue battute a sfondo sessuale, della sua presunta relazione con una ragazzina, delle sue lezioni inutili e prive di alcun fondamento storico. Ma parlerò di uno, solo, ed unico episodio.
Eravamo abituati bene, devo ammetterlo. Lui sparava le sue stronzate sugli artisti, noi prendavamo appunti di quelle cazzate, e si decideva assieme il giorno delle interrogazioni o del compito in classe. Questa era la prassi.
All’ultimo anno però, proprio poco prima della pagella, entrò in classe e ci avvisò del compito a sorpresa. Putiferio: perché noi si studiava solo quando sapevamo di doverlo fare.
Urla, grida, proteste. Ma il compito s’aveva da fa. Il professore distribuì i fogli, e la classe rimase immobile. S’era insieme deciso di non rispondere a nulla e lasciarlo in bianco. Girava ‘sta voce che se nessuno l’avesse svolto, il compito sarebbe stato automaticamente nullo. Chissà poi se ‘sta cazzata è vera. Come la regola che non si poteva essere interrogati in 3 materie in una sola giornata. Non ho mai avuto modo di verificarne la veridicità, ma ho salvato il culo una marea di volte appellandomi allo Statuto degli studenti.
I primi 15 minuti, comunque, passarono decisi. Lo stronzo alla cattedra ci diceva che dovevamo farlo o ci avrebbe messo 2, con il rischio di dover poi frequentare corsi di recupero nel secondo quadrimestre. Dopo mezz’ora ci sorrise e disse “oh beh ragazzi io ora devo assentarmi, fate silenzio”. Ci lasciò soli. Soli, durante un compito in classe in cui nessuno sapeva niente e lui ne era perfettamente conscio. Vi potete immaginare il risultato: un via via di scopiazzatura di libri e quaderni. Dal canto mio… beh cosa potevo mai fare? Io non sapevo rispondere a quelle domande e non risposi. Lasciai il foglio in bianco. Non per protesta o per fare il figo. Non sapevo che scrivere e non volevo copiare. Rientrò in aula a fine lezione fecendo ritirare i compiti, ed io mi guardai bene dal portarglielo personalmente: lo infilai nel mezzo del mazzo di chi stava raccogliendo.
Quando riportò i compiti corretti, il mio aveva un bel 2. Non ricordo bene cosa disse, qualcosa sul fatto che avevo voluto fare l’eroe ed ora mi beccavo un 2 in pagella. Un imbecille insomma. A ricreazione, poi, quando gli passo vicino nel corridoio – era intento a parlare con una collega – mi ferma e dice: ecco è lui il ribelle che ha lasciato il compito in bianco, il rivoluzionario. Allorché io me lo guardo bene, poi anche la sua amichetta. Prof, ma io veramente non sapevo nulla… cosa voleva facessi: che copiassi?
Lui resta un attimo in silenzio poi con i suoi occhi piccoli e cattivi mi dice: Ti devi piegare al sistema. Non capisco sul momento, sorrido e gli rispondo che recupererò il brutto voto.
Eppure pensandoci ora trovo in quell’affermazione qualcosa di spaventoso.

Stamane sono uscito per sbigare alcune faccende e l’ho incontrato. Ci siamo riconosciuti al volo, e mi ha invitato a prendere un caffé. Come dire di no?
I primi minuti sono stati imbarazzanti, passati scambiandoci domande di circostanza: lavora ancora o è in pensione? Si, studio. Si faccio questo. Non non vedo più tizio. Non non me la ricordo Caia.
Poi mi chiede se mi ricordo del compito in classe in cui lasciai in bianco. Eccerto che me lo ricordo. Mi dice che, sai, je l’ho messa al culo quella volta e ancora je rode. Che in tutta la sua carriera non c’è stato uno che non abbia copiato a quel compito a sorpresa. Ché lui vuole tirare fuori il marcio delle persone, perché siamo tutti dei grandissimi pezzi di merda, ma che io l’avevo lasciato in bianco. Mi chiede il motivo, non può essere davvero perché non sapevo le domande: bastava copiare. Allora gli racconto di me, di quello che penso, quello che cerco ed inseguo. Di che tipo di persona voglio essere, della mia voglia di rivalsa. E lui mi dice che sono proprio un piccolo stronzo. Ma che je l’ho comunque messa al culo e va bene così. Poi, dal nulla, mi dice che gli hanno diagnosticato un tumore. Che il tumore è maligno e non sa ancora quanto gli resti di vita, ma poco. Me lo dice con gli occhi lucidi, mi prende la mano e la stringe. Cerca conforto, cerca rassicurazione. Io mi trovo spiazzato. Non ho idea di come reagire, non riesco ad esser mosso da pietà. Lo guardo, e gli dico che mi dispiace, che deve farsi forza. Che la vita per lui comincia adesso. Mi chiede cosa intendo, cosa voglio dire. Gli spiego che l’uomo il più grande torto lo fa nei confronti del tempo: sprecandolo, buttandolo, regalandolo a chi non lo merita. Che il tempo è davvero l’unica cosa che non può essere data indietro. Impiegare tempo in qualcosa o qualcuno significa donare attimi della nostra vita. Gli dico che l’uomo è una brutta bestia, perché quando pensa al tempo concretizza l’illusione dell’ immortalità. Di non dover morire mai, che la morte sia qualcosa di lontano. Gli stringo la mano a questo punto, che avevo lasciato passiva tra le sue. Adesso lei sa cosa è il tempo, che è limitato, che non può essere sprecato: questo gli dico. Di pensare a cosa gli piace e di farla. Mi dice che ha sempre sognato di andare in Olanda sulla tomba del suo calciatore preferito. Bene: lo faccia. Mi sorride. Forse ho ragione, dice. Forse ha buttato un’intera vita a fare un lavoro che non voleva fare con persone con cui non voleva stare. Forse doveva andare così per lui. Non lo so-gli rispondo- Non so se esista il karma, o lo ftonos ton theon per la sua ubris o una punizione divina. So solo che Dio non gioca ai dadi, ed io non credo nelle coincidenze. Lui rimane un attimo zitto. Mi chiede se leggo fumetti, mi chiede se leggo Moore. Si, sono uno sfigatissimo lettore di ogni genere di fumetto, e si, leggo quel pazzo visionario di Moore. Mi sorride, e dice che VperVendetta è la sua Graphic Novel preferita. Ci alziamo; lo ringrazio per il caffè e lui mi dice che in fondo non sono così stronzo. Ci stringiamo la mano e gli do del tu: forse, in fondo in fondo neppure tu sei così stronzo.

Annunci

76 pensieri su “68.

  1. Rib ha detto:

    “Gli spiego che l’uomo il più grande torto lo fa nei confronti del tempo: sprecandolo, buttandolo, regalandolo a chi non lo merita. Che il tempo è davvero l’unica cosa che non può essere data indietro. Impiegare tempo in qualcosa o qualcuno significa donare attimi della nostra vita”
    Bellissimo passo, e se mi concedi un commento all’accaduto trovo che non sia stato tempo sprecato quello speso a conoscere meglio quest’uomo.
    Ti saluto (:

  2. Bellissimo post, davvero.
    La tua onestà è straordinaria, da prendere come esempio.
    E la cosa più importante è che ti permette di essere fedele a te stesso.

    • Si, è vero e ti ringrazio tanto per il complimento.
      Anche se alcune volte è difficile. Difficile in un mondo dove ti si vuol far passar per giusto ciò che non lo è. Dove se non fai il furbo allora sei uno stupido.
      Ci si prova ad essere sé stessi.

  3. Il bene e il male sono categorie relative. Facendo quel beau geste non solo hai sottolineato la tua specificità, ma hai evidenziato anche tutte le altre.
    Avessi copiato, tutti avreste quindi fatto la stessa cosa, ergo il bene e il male si sarebbero confusi.
    Però…però…avevate deciso di consegnare tutti in bianco.
    E questo sarebbe stato “bene”, o “male”?
    Come ti saresti sentito se tutti avessero fatto come te?
    Non avresti pensato di essere uguale agli altri?
    Un bel dilemma…:-)

    • Mi piace sempre affrontare questo tipo di tema. Si, sono anche io dell’opinione che la dicotomia tra bene e male esiste, perché esiste un secondo termine di paragone. Come identificare il bene se non ci fosse il male a concretizzarlo?
      Ora, però, il bene può essere perseguito con coscienza e consapevolezza o per opportunismo.
      Se tutti avessero consegnato in bianco io sarei stato fiero così come lo sono ora, avendolo fatto perché reputata cosa giusta.
      Grazie per il commento. Ti seguo spesso, anche se sei un antipaticone che risponde poco sul blog :P

  4. Vale ha detto:

    Devo davvero ringraziarti. Ho sempre pensato di essere una persona rigidamente onesta. Non sono mai salita su un autobus senza biglietto, per fare un esempio banale. Avrei potuto aspettare per ore anch’io vicino alla moto con la chiave sul cruscotto. Pero’ a scuola ho copiato e più di una volta. Tornando indietro non lo farei, come non l’ho fatto all’università. Ma il tuo comportamento durante il compito in classe l’ho trovato veramente incredibile, a quell’età. Purtroppo non ho trovato altrettanto incredibile il professore… Per concludere: ti stimo, chapeau

    • Ringrazio io te per le belle parole, non scherziamo.
      Bello sapere di non essere soli. Ad oggi la vedo esattamente come 4 anni fa: non era la cosa migliore da fare; era quella giusta.
      Bello, poi, che tu abbia deciso di affermarti all’università (:

      • Vale ha detto:

        Ai tempi pensavo che per sopravvivere ad un liceo classico fosse necessario anche copiare… È che non conoscevo la regola delle tre interrogazioni al giorno! ;)

      • Classico anche io. Ho amato profondamente la letteratura greca e latina.
        La regola non ho idea se esistesse realmente… Ma quando accadeva, se la terza era una materia come matematica e fisica, mi alzavo in piedi, puntavo il dito in alto e dicevo: MI APPELLO ALLO STATUTO DELLO STUDENTE! NON MI PUÒ INTERROGARE!
        son sempre stato un giullare…

  5. Vale ha detto:

    Ahahah! Sei un grande! No io ero troppo imbranata per potermi permettere certe uscite. E poi il prof. di matematica e fisica aveva una certa predisposizione per interrogare me (del tipo che ogni volta che iniziava con la frase “sentiamo qualcuno a caso…” tutta la classe si girava verso di me e io già mi alzavo, dato che, casualmente, era sempre il mio il nome che usciva dalla sua bocca) e un notevole gusto sadico. Mi sa che non l’avrebbe accettato l’appellarsi allo statuto dello studente…

  6. bellissimo post!e in quanto all’onestà, che dire, a volte mi chiedo se in questa realtà in cui viviamo prima o poi verremo ripagati o ‘je la mettono nel culo’ pure a noi! chissà!

  7. Un post bellissimo.
    A parte che è molto ben scritto, è proprio bello perché UMANO.
    Dentro questa storia che t’è successa c’è davvero di tutto.
    L’umanità è mediocre e bassa, qui queste cose escono fuori in sfumature diverse.
    Cosa posso dire… Ognuno ha qualcosa da raccontare, anche il più grande figlio di puttana.
    Io anche tendo ad essere eticamente onesto (ho restituito un portafogli di recente…) ma se trovo cose senza padrone allora le prendo :)
    Li considero piccoli doni, dopotutto anche io certe volte ho perso dei soldi che avrà trovato qualcun altro.

    Hai fatto bene a non copiare il compito, perché davvero non ti sei abbassato alla normalità. Mi ha ricordato il MIO prof di arte, e un suo compito assurdo in cui bisognava inserire delle parole mancanti in un testo.
    E non erano cose come Leonardo ha dipinto la _________, per dirti. C’era una cosa su un quadro che diceva: “e la gamba della donna sembra una ______ _______ a __________”. Era “sembra una molla pronta a scattare” LOL

    Piegarsi al sistema. L’avrà detto perché lui ci si è dovuto piegare, facendo appunto un mestiere che odiava.
    Questo m’ha ricordato un altro prof, stavolta all’Uni.
    Ipercattolico e inquadrato, durante un appello un ragazzo gli disse “sì prof, penso di essermi registrato all’esame” e lui rispose “pensa? lei pensa? Lei non deve pensare, lei deve soltanto agire. Quando ho fatto il militare mi hanno insegnato a non pensare!” E, alla terza volta, quando mi ha promosso, mi fa “ringraziamo gli arcangeli”.

    Moz-

  8. beta endorphin ha detto:

    Bel post!
    Comprendo e condivido la tua onestà; non ho mai preso soldi dimenticati nei distributori di snack o persi per strada, viaggio con abbonamento o biglietto sui mezzi publici, e così via.
    Però a scuola ho copiato e più di una volta; non me ne penso perchè in questo modo non ho danneggiato proprio nessuno, nè sento di aver danneggiato me stessa se ogni tanto ai compiti sbirciavo qualche appunto che mi ero scritta su un fogliettino!

  9. …accidenti che post.. sembra la sceneggiatura di un film americano …io a scuola ho fatto un po’ il pirla fino a quando la prof di inglese, per indicare dove mettere nome e data, ha preso il mio protocollo e l’ha aperto davanti alla classe. TUTTI, tranne lei, si sono accorti che a matita avevo MILIARDI di appunti…(nonostante i complimenti dei +…mi sono sentito un bel po’ MERDINA)….da grande spero di mettere la testa a posto… :)

  10. masticone ha detto:

    Occorre qualcuno che ti riporti sulla terra ragazzo ☺😉
    Visto che tutti ti adorano tocca a me…
    Lo faccio con affetto ca va sans dire…
    Prova solo a pensarci su non devi nemmeno rispondere….
    Ti piace la perfezione?
    O la bellezza per te e’ anche qualcosa che è’ macchiato qua e la’ da fango?
    L approccio che tu descrivi, molto americano tra l’altro, e’ anche lo stesso che alla fine porta a giudicare più o meno volontariamente più o meno inconsciamente chi non fa allo stesso modo. E il giudizio e’ la cosa da abolire in assoluto. Leggo di mediocrità e cose simili. Ti prego.. Con l’amore che mi lega a te ti dico stai alla larga da tutto questo. A me pari molto equilibrato e questo e’ un grosso punto a tuo favore ma cercare di non essere perfettino sempre e comunque inappuntabile vantandoti e specificando che mai è poi mai ti sei sporcato di fango non è’ un bel sintomo.
    Tutti lo facciamo prima o poi che c’è ne accorgiamo o meno. E aver voluto dimostrare che non ti piegavi alla voglia del tuo ex prof cos altro non è’ se orgoglio ed ego smisurato? Poter dire io no con urlo di Tarzan appresso…
    Sei una bellissima persona Gabry
    Lo saresti anche se accettassi di essere meno rigido ….e più permissivo. Con te stesso.

    • Non ce la faccio a non risponderti Masticone…perché già che mi hai letto e mi hai commentato per me è tipo: wow.

      Mi aspettavo prima o poi qualcuno che facesse notare questo aspetto, ed il fatto che l’abbia fatto proprio tu non può che rendermi contento.
      L’onestà per me è un valore. Ed è un valore che seguo senza neppure più farci caso. Tutta la prima parte può esser sembrata un auto-elogio… ma era semplicemente un espediente narrativo per parlare un po’ di me ed introdurre il discorso. Davvero, non credo di sentirmi in dovere di farmi il “figo” su un blog con persone che, fondamentalmente, non conosco e probabilmente mai conoscerò. Qua sono un nome, solo un punto e virgola. Qualcosa che sta in mezzo al tutto e il nulla. Non era questo il mio intento. Mi piace scrivere, mi piace raccontare di me, mi piace condividere episodi o ricordi. Il non aver mai copiato non è un vanto con gli altri, ma un vanto per me stesso. E ti assicuro che queste sono cose che ho raccontato solo qui, e qui rimangono. “Non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra”.
      Il vanto è con me stesso, con il sapere di non aver tradito un mio ideale, di essere stato coerente fino alla fine. Credo che… credo che sia giusto sentirci eroi di noi stessi. Non si potrebbe chiudere gli occhi la notte, altrimenti. E non è un giudizio. Io non ho mai giudicato chi copia. Si tratta di cosa il singolo intende per etica o morale. Io ho la mia, tu hai la tua, lui ha la sua. E finché rispettare un proprio modus vivendi non lede l’altro, per me va benissimo così. Per me chi copia non sbaglia: semplicemente fa ciò che ritiene giusto per sé stesso. Buon per lui, te lo giuro…non me ne frega proprio nulla. È come avere culo ad un esame.
      A me interessa coltivare me stesso.
      La perfezione… partendo dal principio che la perfezione per me non esiste…no, non inseguo la perfezione. Inseguo semplicemente ciò che mi fa stare bene. Ed in fondo non è bello ciò che è bello, ma è bello ciò che piace, no?
      Eliminare il giudizio è impossibile. E lo sai anche tu. Perché eliminare il giudizio significa essere tutti uguali, pensare tutti allo stesso modo. La sappiamo entrambi la regolina del ” per me “, ” secondo me”, ” a mio parere “: perché questo è il giudizio, alla fin fine. Ed io non ho espresso giudizi nel raccontare. Non ho detto di essere migliore, o che gli altri son peggiori. E non l’ho neppure sotto-inteso.
      Per quanto riguarda, poi, la questione dell’essere più permissivo… beh ci penso… ci penso. Mi capita di pensare a quando accadrà che mancherò al mio senso di onestà, e cosa potrà accadermi intimamente. È un rischio, però, che voglio correre. Non per sentirmi migliore di altri, semplicemente per sentirmi me stesso.
      È così, davvero. Niente bluff, niente finzione.

      Anche io, però, voglio dirti una cosa… e te la dico con tutta la stima che nutro nei tuoi confronti, che pensa tu sappia essere alta.
      Io ci credo che le cose possano essere migliori. Io ci credo che si possa arrivare fino alla fine onesti con i propri valori. Io ci credo che possa non macchiarmi mai di un fango che cerco di saltare tra gli ostacoli. Ci credo che si possa non rassegnarsi alla merda che tutti buttano addosso. Ci credo davvero in futuro più bello.
      Quindi non dire sempre che tutto fa schifo. Non dirmi che un ragazzo che si sente bene con se stesso stia semplicemente gonfiando il petto di un amor proprio vano ed inutile. Non rispondere sempre ai giovani che crescendo capiremo che tutto fa schifo e bisogna adeguarsi.
      Lasciami credere che qualcosa io possa farlo. Se non per il mondo, almeno per chi amo.

      • masticone ha detto:

        Non ho voglia di farti alcun pippone. Solo un paio di precisazioni indispensabili
        Non è’ ribadisco NON E’ vero che non si può vivere senza giudizi. Questa scusami e’ una stupidaggine. Il giudizio e’ sempre e comunque una manifestazione alienata di un bisogno non soddisfatto. Ed e’ il cancro di questa società occidentale.
        La tua opzione “secondo me..” Lo mitiga e lo fa diventare opinione.
        Devo spiegarti la differenza tra giudizio e opinione?
        No. Dai lo sai da solo.
        E comunque anche le opinioni quando non richieste quando eccessivoe sono deleterie. Tutti a dare opinioni e consigli mai richieste
        Ma smettetela per favore…
        Un saggio orientale sosteneva quella che è’ diventata il paradigma della mia vita: la massima espressione dell’intelligenza e’ l osservazione dei fatti senza esprimere giudizi sugli stessi.
        Quando riuscirai a farla tua se mai ci riuscirai la tua vita migliorerà in modo esponenziale e non avrai bisogno di fare la ruota per dire quanto e’ bello essere piu puliti degli altri quanto sia importante per te e soprattutto di come ne sei orgoglioso
        Orgoglio che esce fuori in modo pazzesco nella tua risposta.
        E l orgoglio senza offesa e’ una bestia ben peggiore di copiare o meno agli esami
        L orgoglio e’ un mostro che ti divora.
        E se lo dico e’ perché so di che parlo
        Alla tua età ero peggio di te anche in questo. Sono stato il re degli orgogliosi e riconosco i miei simili.
        ti piaci a questo modo?
        E restaci
        Ci penserà la vita purtroppo a spiegarti meglio quel che io non sono riuscito a darti stasera quanto stai sbagluando
        Con tanto affetto.
        Masty

      • No, Masticone. La vita ti ha cambiato, senza ombra di dubbio. Perché le tue parole celano tanta rabbia. Come non puoi esserti accorto che in queste tue risposte non hai fatto altro che giudicare me ed il mio comportamento.
        Te lo ripeto, amico mio, io ci credo davvero che tutto possa essere più bello.
        So che quello che faccio per me è giusto. Va bene così, Masticone. Non è orgoglio, è sapere di essere stati ancora una volta coerenti con sé stessi. Di poter fare, anche oggi, sonni tranquilli.
        Ti voglio bene, e te lo dimostrerò che tutto non è la merda che tu e il professore credete. Perché anche tu non sei così stronzo. Ti ci ha portato solo la vita e le tue esperienze. Ed io lo capisco, e non me la prendo per queste risposte che non sono del Masticone che conosco.

    • masticone ha detto:

      Mettendomi sul livello del tuo prof senza nemmeno provare ad ascoltare ciò che ti ho detto e’ la dimostrazione che avevo colto nel segno. Mi dipingi come uno stronzo frustrato che è’ cambiato
      Hai ragione solo su una cosa
      Sono cambiato di in meglio
      Auguro a te la stessa cosa di cuore
      E non ti ho mai giudicato
      Come non giudico mai nessuno
      Al contrario di chi non copia mai agli esami
      No
      Così
      Per dire

      • No Masti, io ti ho letto con attenzione. Ma tu su certi argomenti parti in quarta e ti ci scaldi in modo eccessivo.
        Mi hai giudicato e tanto. Mi hai giudicato orgoglioso. L’hai fatto.

        Anche questo tuo dire “sono cambiato in meglio”…cosa significa? Nulla… non significa nulla.
        Nelle tue parole c’è rabbia.
        Tu vedi lo schifo e la merda ovunque. In ogni tuo commento che leggo in risposta a ragazzi c’è sempre questo sentimento… questo sentimento di abbattere le speranze.
        Te lo dico di nuovo, io ci credo che tutto possa essere più bello. Non migliore. Come non è migliore chi non copia. Solo giusto.
        Le tue molte esperienze hanno fatto ciò che sei ora. Le mie poche esperienze hanno fatto ciò che sono ora. Credo non ci sia bisogno che io debba raccontarti la vita di mio padre per riuscire a spiegare e farti capire il perché l’onestà per me sia qualcosa di fondamentale e perché non è un sentirsi migliore di un altro, ma solo contenti con sé stessi.
        Anche questa cosa di augurare che io possa cambiare…nel tuo meglio. Boh.
        Dai, masti, finiamola qua.
        Tanto non cambio di una virgola l’opinione e la stima che nutro nei tuoi confronti. Te l’ho già scritto in un’altra discussione. Non importa se quel pensi è diverso da quel che penso io o come vedi la vita. Per me rimani un grande ugualmente. Stacce.

  11. Indovina, Indovinello, ti ho nominato nel mio bloggherello! XD
    Perdona l’idiozia, ma è stata una settimana pesante e le complicazioni da neve nel weekend non hanno migliorato la situazione… -.-”

    Alloraaaaa??! Ma la finisci di scrivere post così lunghi??! >.<
    Mica ce la faccio a starti dietro… Appena tiro un attimo il fiato recupero con calma… DA, DA, DA! ;)

  12. e tu rimani come sei!
    è proprio vero, quando pensi che non ce ne siano più… le persone meravigliose come te ci sono e ti cambiano pure l’umore di una giornata uggiosa. il tuo oraggio per non copiare(so quanto la minaccia di un due posso indurre in tentazione) si è evoluto, crescendo, perchè si evince che hai saputo rimanere fedele a te stesso senza scendere a compromessi. Hai il coraggio di non omologare il pensiero. sei RARO.
    il post è grandioso, l’ho bevuto d’u nfiato, anch’io avevo un prof non proprio cristallino, che voleva abbassare tutti ai suoi livelli… ma ciò che mi è piaciuto di più in questo post è la tua frase:
    la sua vita comincia adesso.
    e lui ti ha chiesto pure il perchè. Roba che gli avrei riso in facia,invece tu lo hai pure compreso. Sii orgoglioso di te.

    • Certo, però, che io davvero tutti questi complimenti non me li aspettavo. Pensavo più che tutti avrebbero reagito come Masticone, ovvero dicendomi che ero un orgoglioso pavone del cazzo, e che dovrei scendere dal piedistallo che pare mi sia costruito.

      Ed invece… ma quanto ti ringrazio? Sono parole stupende le tue.
      Si, per me la coerenza e l’integrità morale sono qualcosa di… fondamentale.

      Sei mitica.

  13. (al_nick_ci_penserò!) ha detto:

    Innanzittutto non so perchè quando aggiungi dei post non vengo avvisata per mezzo dei “reader”.. Detto questo: sei una bellissima persona :) (e scrivi anche molto bene)

  14. Mi piace masticone perché deve sempre fare il bastian contrario. Ma al netto di quanto dice lui, a me è molto piaciuto il riferimento al tempo. E allora voglio regalarti una lecture di Randy Pausch. Credo che tu sappia chi sia, è il famoso prof della Carnegie Mellon che ha tenuto la sua “last lecture” (tradizione della CG dove la lecture è sul tema “se fosse la tua ultima lezione cosa diresti” e lui stava per morire di cancro al pancreas). In ogni caso se googli troverai materiale a iosa.
    Questa lecture, sempre tenuta nel periodo in cui gli era stato diagnosticato il cancro, riguarda la gestione del tempo, per l’appunto. E’ in inglese e dura un po’, per cui mettiti comodo. Ma guardala, è molto, molto intensa. Oltre a contenere degli spunti da usare nella vita quotidiana ;)

  15. Io…uhm…non l’avevo mai visto. Ammetto di esser andato a cercarmelo subbata per seguire meglio… stupenda questa lecture. Meraviglioso lui.
    Il tempo… il tempo è un qualcosa che mi affascina in modo incredibile. Affascina ma anche spaventa. Qualcosa che non può essere minimamente controllato. Sfugge alla mia razionalità.

    Per quanto riguarda Masticone… mi può anche dire che sono una merda, un grillino (buoni, buoni, non l’ho votato…) un orgoglioso del cazzo…nun ce la faccio a non amarlo.

    Grazie per la visita Max. Grazie per lo splendido video.
    Sto cominciando a riguardarlo.
    Questa volta in lingua.
    Un abbraccio.

  16. Fox Mooln ha detto:

    mi son preso il tempo giusto per leggermelo e non l’ho sprecato. M’è piaciuto, molto, anche se io, diversamente da te, di compiti ne ho copiati una marea! Purtroppo ne ho pagato lo scotto alla resa dei conti. Vabbè, ormai è passato tanto di quel tempo… :-)

  17. E io che quando ho ritrovato una mia professoressa del liceo son stata portata a passeggiare fra le colline bergamasche parlando di noi.

    M’ha sorpresa la tua reazione davanti alla rivelazione del tuo ex professore; in fondo quella del tirar fuori il marcio delle persone non è un’idea che mi sento di condannare del tutto. Fa molto Palahniuk.
    Certo, praticata da un professore fa anche molto sadico.
    Più che altro non credo di trovarmi d’accordo sul come ha gestito la situazione, però l’intenzione di “mettere alla prova” gli studenti pizzica l’anticamera del mio cervello. Sembra qualcosa che io farei.
    Ecco, diciamo che io non metterei 2 al compito bianco, e di sicuro non penserei che piegarsi al sistema sia una soluzione. Diciamo che al suo posto il compito a sorpresa sarebbe stata una prova, ma non lo avrei reso ufficiale: qualcosa così sarebbe stato più adatto a me.

    • Ma lui non voleva mettere alla prova. Lui voleva avere la dimostrazione e conferma del fatto che tutti messi davanti la possibilità di poterlo fare copiano: ovvero fanno ciò che è sbagliato. E con il senno di poi, capisco questa sua frustrazione in virtù di ciò che mi ha raccontato.

      • A me fanno più incazzare quelli che non svolgono né l’uno né l’altro compito (quello di insegnare qualcosa).
        La mia di Storia dell’Arte e Disegno era così: leggeva dal libro. E basta.
        Però mi trovi d’accordissimo con te: le persone adulte con cui ho stretto rapporti importanti, duraturi e formativi erano proprio insegnanti che sapevano esserlo anche in senso lato. Almeno per me.

      • Scherzi? Il mio si inventata certe cose… da rabbrividire! Molti autori, come Raffaello ad esempio, non li ha neppure nominati perché non gli piacevano. Cioè…

        Beata… io non ho mai avuto la fortuna di incontrare un insegnante nel vero senso della parola.
        Voglio Onizuka.

      • Davvero? Io pochi, ma ottimi. Alla solita domanda “Quali personaggi stimi?” (o qualcosa del genere) risponderei alcuni dei loro nomi.

        Okkei, ammetto la mia ignoranza: ho dovuto googlare il nome. E’ che son prevenuta nei confronti dei manga! Però ammetto che di questo in particolare avevo già sentito parlare. Ecco.

      • T’assicuro: nessuno.

        Prevenuta? Come mai?
        Io ormai di manga ne leggo pochissimi… mi sono convertito ormai ai comics e graphic novels/fumetti d’autore.
        Anche qualche bonelli, ogni tanto ;)

      • Non so, il Giappone non m’ha mai fatto impazzire, così come ho sempre amato l’Irlanda per motivazioni istintive.
        L’unico manga letto è stato Death Note, per alcune motivazioni, e così se mi capita di parlare con un otaku me la cavo con quello u.u

        Fumetti leggo Rat-man e Dylan Dog. Vorrei seguirne moltissimi altri, ma per come son fatta dovrei andarmeli a cercare dall’inizio alla fine, e purtroppo mi sono importa una graduatoria degli hobby. Un po’ triste, vero? Però avrò tempo per recuperare, la metto così :)

      • Il Giappone non ti ha mai fatto impazzire? Nooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooo va bene dai… la crisi della prima settimana… ci sta.

        Ratman l’ho smesso di leggere qualche anno fa… ora seguo solo le parodie.
        Ora c’è il rilancio di DD… Recchioni si rimette a scrivere qualche sceneggiatura… :)

        Ok… quando parli di Death Note e l’interlocutore te ne parla benissimo… ha letto 10 manga in vita sua. Ora saprai distinguere gli otaku dai jappominchia haha

      • Ahahahaa okkei, grazie della lezione! Tra l’altro mi sto cominciando a chiedere come diavolo riesci a gestire il tempo libero destreggiandoti fra libri, esami, manga & fumetti, palestra & varie ed eventuali..
        Stima.

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...