65. bis

Lo scritto che segue vuole essere nella sua forma, frammista di tanto in tanto d’intermezzi dialettali atti specialmente ed unicamente a dar una più scorrevole continuità alla lettura, una piccola ma seria riflessione sincera ed introspettiva su temi filosoficamente e socialmente importanti: quali la Libertà, la Tolleranza, il Rispet… No aspè, ma che ce stavi a crede pe davero?

LETTERA MANCATA AD UN MANCATO CONDOMINO
Ecco, perché ora io potrei darti dello stronzo, e chiudere qua la vicenda: ma tu meriti di più. Ed allora voglio dedicarti un po’ del mio tempo; perché, vedi, il vero motivo per cui io ho un problema con te, e tu fra poco ce l’avrai con me, è che mi poni dinnanzi un conflitto interiore insanabile.
A me ‘sta dicotomia tra Libertà e Tolleranza m’ha sempre fatto… si può dire “arrapare”? Eccaallà, l’ho detto. Arrapare. ‘Sta cosa di capire se la liberta’ di un individuo sia davvero un diritto naturale e non la concessione della tolleranza di un secondo individuo mi fa impazzire.
Tu canti perché sei libero di cantare, o perché io sono tollerante nel lasciartelo fare? Ecco, capisci il punto? Non è perché canti tutto il giorno, o perché lo fai male; non è neppure perché ora ti sei messo a dare lezioni di canto a due scimmie; per quello, anzi, ti darei un premio: devi avere una capacità carismatica di fregar la gente da Nobel. E non è, pensa, neppure perché alle 2 di notte ti sento ridere sguaiatamente su Skype, o fare i tuoi esercizi per l’intonazione.
Ma è perché, vedi, quando tu fai ognuna di queste cose, cresce in me la voglia di scendere, suonare alla porta ed infilare la canna di un fucile a pompa nella tua bocca. E l’idea che proprio io, zelante sostenitore della Libertà individuale e sociale come diritto naturale, sacrosanto, inalienabile e divino possa immaginarti, con piacere eh, ‘n sacco de piacere, in una pozza di sangue… Ecco, me fa ‘n po’ ‘ncazzà.
Perché, credimi, io ci ho provato ad essere tollerante e rispettare la tua libertà; ma tu non solo non hai rispettato la mia ma, anzi, sei riuscito anche a violentarmi l’apparato acustico; sicché ogni volta che, malauguratamente, la sorte, ironica meretrice, fa in modo che io senta una canzone da te precedentemente cantata: non sento la voce del cantante, ma la tua. E tu devi comprendere che questo diventa un problema quando sono in macchina intento alla guida. Mi prendono gli attacchi assassini, lo capisci?
Io te l’ho scritta ‘na letterina gentile, lo ricordi? Gentile ed edulcorata al punto giusto. Poi ti sono venuto pure a trovare, te lo sei forse dimenticato? Non una, ma due volte.
Ecco, è che poi a ‘na certa m’hai rotto li cojoni. Quindi niente, ho telefonato a quello che ti affitta l’appartamento e j’ho un po’ spiegato la situazione. J’ho detto che canti tutto il giorno, j’ho detto che ti sei messo a dare lezioni, e j’ho pure fatto intendere che hai subaffittato a quel tale che ti accompagna con la tastiera. Ah, e j’ho anche detto che ho già parlato con l’amministratore e che o la stanza viene insonorizzata o tu non canti piu delle 3 ore che ti sono concesse da regolamento di condominio o io faccio un macello alla Tarantino.
Ah, e se, magari!, questo ti caccia di casa e ti ritrovi per strada perché t’affitta in nero e non vuole rogne… a me non dispiacerebbe troppo, sai?

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78 pensieri su “65. bis

  1. eklektike ha detto:

    Ahiahi. In passato ho avuto una sgradevole coinquilina che, nella solitudine della sua camera, si piazzava su youtube e cantava a squarciagola canzoni tamarre. Poi iniziava a chattare, e vai coi cachinni. Roba da omicidio.
    Hai fatto più che bene ad avvertire il proprietario dell’appartamento…

    • G. ha detto:

      Ma guarda, davvero non ne potevo più. Sono mesi che va avanti questa storia, e le ho provate tutte per fargli capire che stava esagerando.
      Deve ringraziare il cielo che non sono sceglio a dargliele.

      ‘sti egocentrici….

  2. Mi ti scoperei.
    Mentre, ovviamente, il tuo vicino canticchia LAST CHRISTMAS I GAVE YOU MY HEART :p

    P.s. non ti vorrei mai avere come condomino, madonna fai più casino tu che i musicisti XD

    Moz-

    • G. ha detto:

      T’è piaciuto, Moz?

      Sei ingiusto, però, nei miei confronti.
      Sono 8 mesi che da mattina a sera (bada, non è un’iperbole) lo sento cantare e suonare. Ora da anche lezioni.
      Non hai davvero idea di cosa significhi ascoltare ogni giorno canzoni che non ti piacciono cantate male da gente che non sa cantare e che cerca anche di insegnare.
      Non ne hai davvero idea Moz…
      Ci puoi far uscir di senno una persona.
      Arancia Meccanica insegna.

  3. solounoscoglio ha detto:

    che mi suggerisci per il mio vicino di casa che tromba solo il martedì sera e per non farsi sentire mette come sottofondo le canzoni dei ricchi e poveri? me la prepari na bella letterina, eh?

  4. Comprendo il tuo disagio, ma devo ammettere che sono scoppiata a ridere e continuo tutt’ora a farlo. Non riesco a smettere di immaginare il tizio che canta a squarciagola con l’ugola che sbatacchia come un campanaccio. E tu che arrivi con il fucile a canne mozze. Non so perché, me la immagino come una scena dei Looney Toones. Esilarante a dir poco.

    • G. ha detto:

      Tu sei un’apprendista cantante, no?
      Allora puoi capire….

      Menomale che non avevo un fucile per davvero a casa. Guarda, io sto diventando matto per colpa di questo. Non ne posso più…

      • G. ha detto:

        Un tempo mi dilettavo con la chitarra… c’ho ancora tutto a portata di mano…. ma così scenderei al loro livello!
        Invece voglio che si prenda l’inculata dal padrone e che, possibilmente, la stanza venga insonorizzata.
        Cosi deve pure pagare… e non c’è peggior cosa che pagare!
        Intanto da circa un’oretta non si sente più nulla… che li abbia già chiamati? :D

  5. Sì si anche io ti vorrei come condomine, non foss’altro che i miei di condimini fanno leggermente…come dire… cagare, sì, loro fanno cagare.
    :p
    Perchè metti i numeri come titolo? Il numero crescente di post che scrivi?

  6. So de coccio. C’ho messo un’ora che avevi cambiato nick ed immagine.
    mentre leggevo dicevo “ma cazzo ste cose le ho già lette, boh?”
    Allora, premesso che finalmente ho trovato il tempo, c’avevo visto giusto.
    Bel post.
    Tra l’altro la liason Libertà – Tolleranza è proprio come dici te. Per me chi si definisce tollerante è un coglione dalle strette vedute.
    Cmq mi fa impazzire l’idea del tastierista in subaffitto di sguincio. E’ un subalterno su tutto. Se fai una scenata tipo Pulp Fiction quello risparmialo……… Alla fine un minimo di tolleranza non guasta…..

  7. beta endorphin ha detto:

    Io voto per scenate splatter, sappilo.

    Comunque io nn è che ti vorrei come condomine, ma proprio come coinquilino: dopo una settmana che mi senti cantare nel bagno non so cosa potrebbe accadere!XD

  8. (al_nick_ci_penserò!) ha detto:

    m’hai fatto morì co sto post! hai fatto bene e stringo le dita per te affinchè siano “caz**” amari per quello!
    aimè.. la gente non se regola spesso e aimè tocca a noi esseri superiori cercare di trovare una soluzione!
    P.s: hai di nuovo cambiato il nick ed il nome al blog?
    il nick mi piace ;-)
    c’è aria di nuovo?

  9. Bhe ma qui si tratta della differenza tra “libertà”, che è una cosa bellissima e seria, e “libero arbitrio”, che è in sostanza, faccio quello che mi pare. Spero di non incasinato ancora di più le cose

    • Ma io, nella mia totale ignoranza, reputo il libero arbitrio una sfaccettatura della libertà, nella sua visione più ampia.
      Ecco il perché ho parlato del rapporto libertà/tolleranza.
      Tu che ne pensi, invece? (:

      • Secondo me il libero arbitrio è la strada più comoda: faccio quello che voglio e se mi dicono qualcosa attacco con la storia della libertà. Quindi la “libertà” è ridotta alla capacità di fare cose, stando nei limiti fisici che ognuno ha. Troppo comodo: ti devi chiedere se quello che fai è giusto e ciò implica che se una cosa è giusta hai il diritto di farla. Altrimenti, se ti ritieni libero di fare rumore, allora devi accettare che quello al piano di sotto sia libero di fartela pagare… sta diventando una discussione troppo spessa, non so se sono in grado di continuare ;)

      • Beh ma ritenere giusto per chi? Per noi stessi, o concepito tale dall’oggettvità sociale?
        Per me la libertà è, ripetendo la lezioncina di scuola, il poter fare ciò che ritengo giusto e vantaggioso, senza però danneggiare il vicino. Ma di principio deve esserci un concetto di oggettività. Perché cantare e suonare tutto il giorno, e dare addirittura lezioni di canto non è oggettivamente giusto; e non lo è perché c’è un regolamento scritto che te lo vieta; regolamento che adempie al ruolo di legge, e quindi d’ oggettività sociale. Poi, certo, tutto è relativo e la libertà è tutto e niente. Ma una cosa è certa: io quando studio non gli do fastidio, lui quando suona e canta 24h/24 si. (:

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