42.

Ed allora sì; magari son proprio questi i momenti giusti. Quando l’orologio batte le 3.15 del mattino e ti accorgi che fuori piove. Ed allora sì, dai, cominci a pensare che la tua vita è come una grossa, gigantesca, paffuta nuvola carica d’acqua; e gli istanti della tua esistenza scivolano giù toccando il fondo dell’asfalto, senza chiedere il permesso, senza esigerlo. Tu stai sù, in alto, tu sei la nuvola. Come sei contenta inizialmente, povera nuvola! Perché hai in te tutto: la somma dell’esistenza, l’origine della vita.
Sei piena e trabocchi, cominciando a lasciar cadere le annoiate gocce ormai stufe di farti compagnia. Ma non ci fai troppo caso: perché ti credi immensa nel tuo pensiero limitato; sicché, però, quando cominci a sentirti troppo leggera, quando cominci a sentirti nuda, allora ti accorgi che sotto -su quella zattera di cemento tanto lontana- la pozzanghera s’è trasformata in fiume: ed il fiume in mare e poi il mare in oceano. E tu, tu cominci a prender coscienza che più lasci cadere le gocce tanto più diventi piccola, innocua, bianca.

Quando ti accorgi che istante dopo istante gli attimi della vita cadono vittime del passat…: ti senti inutile, trovi tutto inutile.

È difficile trovare un significato a ciò che accade. Convincere noi stessi che per tutto ve ne siano uno, forse, è l’ironia tragica della vita. Ed allora sì, dai, ancora una volta sfoggiando un sorriso ripeterò la miglior barzelletta del mio repertorio: “Dio non gioca ai dadi ed io non credo nelle coincidenze”.

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20 pensieri su “42.

  1. carla ha detto:

    La vita la immagino come il cielo e le nuvole le nostre inquietudini. A volte ci sentiamo oppressi e la nuvola è grande poi troviamo la soluzione al nostro problema e la nuvola rimpicciolisce. Ci sono giorni poi che il cielo è completamente azzurro e il nostro animo è leggero, quando è nuvoloso noi siamo incredibilmente a pezzi.
    E poi piove. E a noi viene da piangere.
    Smette di piovere. Torna il sorriso.
    E tutto ricomincia. Fa parte della vita, la nostra.
    Oggi… il cielo è sereno. Pure io. :-)

    • Che bella questa rappresentazione. Davvero!

      Nel mio caso specifico, invece, era più una riflessione sullo scorrimento del tempo. Ogni goccia è un attimo che abbandona la nostra vita, la nuvola. Goccia dopo goccia, ecco che viene a formarsi il passato. Cosa succede quando la nuvola guarda in giù, e vede quell’oceano che prima dentro, ed ora è fuori?

      • carla ha detto:

        Sai…. il passato può essere un piacevole bagaglio o una triste zavorra, dipende da come ti è girata la vita. Le nuvole che hanno raccolto i nostri giorni, tristi o felici che siano stati, sono un contenitore di ricordi, di pensieri e di emozioni.
        Poi accade che un diavoletto passa da quelle parti e vroooommmmm
        con la punta del forcone…. fa un buchino ….. tutto viene giù inondandoci di ricordi, di pensieri, di emozioni.
        La nuvola diventa una piccola nube e a noi viene quel rospo in gola difficile da inghiottire e cominciamo a tossire uno ad uno i nostri giorni passati, guardiamo il cielo che ci sembra meno azzurro o forse è solo quell’oceano che ci ha tramortiti a farcelo sembrare così plumbeo, tristemente cupo.
        ciao

  2. niente se ne va. Tutto è in continuo movimento, muta e si trasforma infinite volte. Solo i nostri occhi se vogliono possono ritrovare ciò che era nei panni di ciò che è ora.

    so essere pesante, lo so ma questo è quello che mi hanno fatto pensare le tue parole.
    un sorriso

    • Panta rei, è vero. Ma prima di tornare nel suo letto, l’acqua del fiume scorre veloce a buttarsi nel mare. Il mare, poi, lentamente rema ad abbracciare l’Oceano, che tristemente cederà le sue lacrime al calore del sole.

      Grazie per il commento, e no: non sei pesante.

  3. Argomento delicato le coincidenze. Troppo facile considerarle segni superiori quando sono a nostro favore, per poi chiamarle “sfiga” quando invece sembano darci contro.
    In ogni caso, sono un ottimo alibi per non soffermarci mai ad analizzare il nostro ruolo e il nostro operato nel contesto…

    • Io vedo come azioni di un piano a noi superiore sia le “coincidenze” negative, sia quelle negative. Anzi, in realtà, mi aiuta molto più pensare in questo modo in riguardo alle cose spiacevoli, che non a quelle favorevoli…

  4. E’ interessante che tu scriva “È difficile trovare un significato a ciò che accade” proprio nel post n. 42.
    42, come ci insegna Douglas Adams, è la risposta a “Tutto” (vedi: Guida galattica per autostoppisti).
    :)

      • Non potresti chiedere di meno, da una che ha riconosciuto Mr. Guybrush Threepwood ™.

        Se la mia vita fosse una nuvola, e gli attimi della mia esistenza, i miei ricordi, le mie emozioni, si sciogliessero inesorabilmente in un lungo stillicidio… vorrei pensare che la stessa acqua, la stessa vita che ho versato prima o poi tornerà ad essere una nuvola. E allora sarà valso a qualcosa.

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