29.

Quando mi si chiede se vi è qualcosa che rimpiango, rispondo sempre il non aver conosciuto i miei nonni. Il primo, quello materno, morì quando avevo circa 5-6 anni; il secondo invece quando ne avevo 10…ma a quel tempo era già perso nel suo mondo per poterci parlare.
Ed è di quest’ultimo in particolare che, con rammarico, sento la mancanza.

Il Giovedì pomeriggio mi ritrovo a far compagnia alla nonna, essendo esso il giorno libero della badante. E sebbene abbia da studiare o chissà altro, non riesco a non sedermi accanto a lei e sentire le sue storie, la sua vita, i suoi tormenti, i suoi rimpianti. Sempre gli stessi, sempre uguali. Ma mi piace. Mi piace stare là, disteso sul divano, lasciandola sfogare, a vederle gli occhi illuminarsi o oscurarsi d’un passato ormai lontano. Un passato duro, faticoso, impegnato.
Mia nonna è stata una personalità particolare. Un carattere molto forte, molto autoritario, capricciosa, severa, maliziosa, diffidente. Ed ha avuto una vita molto difficile, sin dall’infanzia. Ma quando siamo assieme parla, parla, parla. Racconta di tutto, di tutti. Anche di lui. Di mio nonno. Di quell’uomo che dal pascolare le pecore sino a 15 anni, si decise ad istruirsi e prendere il diploma d’insegnante sino ad arrivare a dirigere una scuola. Di quell’uomo mesto e silenzioso, filosofo, scrittore, poeta. Di quell’autorità silenziosa ma terribile, di quella tacita severità che faceva scudo ad un carattere dolce e bisognoso d’affetto. Un uomo di cultura, di grande cultura. Di pensiero. Di quel morente che nell’ultima notte, prima dell’ultimo respiro, ha ripetuto incessantemente “Mamma ti ho voluto bene, mamma ti voglio bene“, invocando la madre persa a 4 anni.

E così, anche oggi, ho riascoltato le storie di questa vecchietta ultra-novantenne, ancora lucidissima e capace di farsi 5 piani di scale a piedi senza mai arrestarsi. Ed ho avuto il piacere di riascoltare la vita di mio nonno. E niente, tutto qui.

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23 pensieri su “29.

  1. Beh..che dire..CHE BELLO!
    Ce l’ho anch’io questo ricordo struggente dei miei nonni e adesso che mio papa’ sta tanto male mi chiedo spesso cosa ricorderanno i miei figli di lui. Per questo racconto loro che uomo GRANDE e’ stato: che musica ascoltava e suonava, che medico fantastico, che papa’ affettuoso con me e che nonno emozionato quando loro sono nati.
    Ero passata a dirti che finalmente “Il Club delle Lettrici Golose” e’ diventato “Il Club delle Lettrici e dei Lettori Golosi” e che ho perfino fatto un banner per lettori maschi…ma dopo questo post non ha piu’ importanza.
    Ciao Scake

  2. Rib ha detto:

    Oh ma finalmente c’è qualcosa della tua vita in queste parole!
    Sai lo so che fai bene a non scrivere cose “private”, ma i politically correct non li condivido. Per cui bello! Mi piace!
    Eva

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