28.

Non sono mai stato un amante della fotografia. Mi limito a qualche scatto (qualche scatto?! Devo farne a decine prima di trovarne una decente) per i profili sul web. Sarà che non amo il mio corpo né i miei colori; ma questa è un’altra storia.

Dicevamo…ah si, non sono mai stato un amante della fotografia. Non mi piace immortalare il momento, il panorama, l’orizzonte, un pensiero. Non mi piace ridurre il tutto ad una immagine in 2D. Preferisco osservare, ammirare, odorare, vivere ciò che guardo. Non a caso tra le forme d’arte preferisco la scultura: le proporzioni, la profondità, le ombre. Tutto è più reale, tutto più tangibile.
Il viaggio a Parigi è stato splendido. Parigi è splendida. Una città costruita di poesia e romanticismo. Non mi è risultato difficile il comprende perché le opere letterarie che più amo siano tutte ambientate a Parigi; e che di Parigi scriva il mio autore preferito. Ma durante questa piccola vacanza, questo piccolo spiraglio di vita, questo salto dalla routine quotidiana… c’è qualcosa che mi ha lasciato pensieroso. Nessuno più osserva se non attraverso l’obiettivo d’una macchina fotografica.

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12 pensieri su “28.

  1. marthamorrison ha detto:

    io amo la fotografia, ma trovo le tue parole molto belle e cariche di significato.
    inoltre, mi trovo pienamente in accordo quando dici che nessuno più si sofferma sull’essenza delle cose. grande.

  2. Colpa della fotografia digitale. Il poter immortalare qualsiasi cosa fa sì che nessuno si soffermi più ad ammirare i dettagli perchè poi, ognuno a casa propria, può tornare su quei dettagli ogni volta che vuole. E poi, parliamoci chiaro, non esiste proprio più quell’abitudine all’osservazione nemmeno nella vita quotidiana. Non facciamo altro che raccogliere testimonianze delle nostre esperienze e, spesso e volentieri (purtroppo aggiungerei), esclusivamente per poterle mostrare agli altri.

    • È vero. Il digitale ha rovinato anche la “bellezza” di fare una foto. Il sapere che il rullino è limitato da vita alla necessità di fotografare solo ciò che merita (per i soggettivi parametri, ovviamente), e ciò che merita per ritenerlo tale prima ha bisogno d’essere osservato, scrutato, giudicato.

      Ché poi non ho mai capito il fotografare le opere d’arte. Come dici tu, probabilmente, serve semplicemente a mostrare d’esserci stati. Una foto e via: hai svolto il tuo dovere.

  3. mrsobiettivi ha detto:

    A me piace tutta l’arte, fotografia compresa, anche se quel che tu dici, circa il fatto che si è sempre di corsa e che ci si soffermi poco a gustare certi momenti, concordo con te.. ed è un peccato che accada questo.
    Sono contenta il tuo viaggio sia stato bello, intriso di poesia e romanticismo!

  4. Rib ha detto:

    Perdona la venialità, ma la cosa più bella di Parigi nel tuo caso dovrebbe essere il viaggio con la tua morosa *.*
    Belle le statue, i dipinti, gli champs elysees (si scriverà così poi?), ma niente a confronto del vedere il sorriso e l’emozione di trascorrere dei giorni in viaggio insieme!
    Quelle erano le foto che dovevi fare secondo me :)
    Eva

    • Ma si, certo. Quelle foto ci sono, è ovvio :)

      Ma non mi piace parlare della mia vita sentimentale.
      Volevo esporre una condizione notata, per cercare chi fosse d’accordo e chi meno. Un dialogo, insomma :)

      Grazie per il commento!

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